bòrda

localizzazione: Lot-et-Garonne, Francia

tipo: riuso adattivo, abitazione privat

data: 2025

materiali principali: pietra, terra e fibre

Il fienile fa parte di una maison forte, una casa fortificata che domina i vigneti, risalente approssimativamente al XVII secolo. Il suo proprietario aveva da tempo immaginato di trasformare il rudere in una piccola abitazione per sé e per sua moglie: un luogo di ritiro per i fine settimana, senza dover aprire e abitare la casa principale, molto più ampia.

Il progetto è nato dallo studio delle tipologie di fienili regionali e delle tradizionali case in pietra del sud-ovest della Francia. Il titolo fa riferimento a bòrda, termine guascone utilizzato per indicare un edificio agricolo rurale o una fattoria, storicamente associato alle strutture vernacolari che hanno definito il paesaggio rurale della regione. Alla ricerca di tracce del modo in cui strutture rurali simili fossero state abitate in passato, ci siamo imbattuti nel reportage fotografico realizzato da André Zucca nel 1940, Un mois chez nos paysans gascons (Un mese presso i nostri contadini guasconi).

Tra le immagini della vendemmia e della vita rurale quotidiana, una fotografia in particolare è rimasta impressa: una lunga tavola apparecchiata all’interno di un fienile, con le grandi porte aperte sui campi. L’immagine suggeriva un’altra storia di questi edifici. Anche quando pienamente integrato nell’economia agricola, il fienile non era soltanto un luogo di lavoro o di deposito; poteva diventare anche una sala da pranzo, un luogo d’incontro, uno spazio temporaneo di vita collettiva.

In questo senso, la trasformazione proposta del rudere in una piccola abitazione rappresenta meno un cambiamento radicale d’uso che un nuovo momento nella lunga storia di un edificio già abitato.

Il progetto mira a preservare l’involucro esistente in pietra e a mantenere il carattere rurale della costruzione. Le riparazioni sono concepite attraverso l’uso di materiali tradizionali, mentre i nuovi elementi vengono inseriti con discrezione e rimangono chiaramente leggibili rispetto alla struttura storica. Il programma domestico è organizzato attorno a un volume in terra battuta inserito all’interno dell’involucro restaurato, permettendo di mantenere percepibili le proporzioni originarie del fienile.

Grandi aperture riconnettono l’interno ai vigneti e al paesaggio circostante, mentre l’abitazione rimane volutamente modesta nella scala: un luogo di ritiro, pasti condivisi, lettura e permanenza stagionale. Più che una conversione, la proposta è concepita come una continuazione attenta di una struttura rurale la cui capacità di accogliere la vita quotidiana non è mai completamente scomparsa.

Fotografie d’archivio: André Zucca, Un mois chez nos paysans gascons, 1940.

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